![]() |
![]() |
![]() |
PROGETTO1: Marina CitY Park
Download il progetto CHIOGGIA - È il progetto destinato a cambiare l'aspetto del Lusenzo, molto più di nuovi ponti o di tunnel sul fondale della laguna. Un progetto semplice e bello, che ricorda il Palazzo delle Arti a Valencia. Non suoni paradossale, ma proprio perché semplice e bello pare arduo immaginarlo realizzato. E sarebbe un peccato, perché l'idea che sta alla base del Marina City Park è tagliata su misura per una città di mare come Chioggia: una darsena pubblica per attracco temporaneo a tariffe irrisorie, che funzioni da vera porta sull'acqua. Un servizio pensato per i diportisti che si muovono dalle darsene private o da altri porticcioli in altre località vicine per attraccare e visitare la città. Se si tien conto che i due ristoranti più noti di Pellestrina vivono di fatto con una clientela di diportisti, il Marina City Park diverrebbe il pontile d'attracco per la gastronomia di tutta Chioggia. Le carte del progetto sono state messe sul tavolo da Marino Masiero, presidente dell'associazione Slow Lagoon. Cos'è il Marina City Park. Si tratta di un pontile di circa 6 mila metri quadrati, parallelo al Ponte dell'Isola dell'Unione, che termina con una rotonda coperta da una vela sotto la quale troverebbero sede un punto doganale (che in effetti oggi manca, per chi viene dal mare) e un bar o piccolo ristorante e posti a sedere panoramici. I posti barca disponibili saranno 140, di cui 60 per gli operatori privati e 80 per i transiti a tariffa oraria irrisoria per quattro o cinque ore al massimo. Il pontile può tenere fino a un massimo di 4 mila persone sedute, trasformando il lato nord del Lusenzo in un anfiteatro su acqua. Ma la finalità del Marina City Park è anzitutto legata allo sviluppo della nautica da diporto. Presidente Slowlagoon Marino Masiero Perché un parcheggio su acqua. «L'idea - spiega Marino Masiero di Slow Lagoon - ci è venuta pensando a una carenza di cui oggi soffrono gli operatori turistici che si muovono sulla laguna, e per una necessità di riorganizzare dei servizi. Oltre all'attracco per diportisti, infatti, sui pontili del Marina City Park troveranno posto tutti gli operatori che attualmente hanno le concessioni sulla banchina del ponte dell'Isola dell'Unione, Circolo nautico compreso. Anzi, l'idea è di avere in questo modo più posti barca disponibili. La riorganizzazione, invece, mira a creare un ambiente comune a Chioggia che incentivi la nautica da diporto. Il Marina City Park è pensato per essere l'interfaccia tra il mare e la terraferma». Già, la terraferma. Vero è che l'idea del diportista che punta dritto al supermercato per comprare sughi in scatola e pasta è molto diffusa a Chioggia. Masiero, però è convinto che si tratti di un volano per l'economia cittadina: «Oggi As.po.tur. ha 2.000 posti barca. Di questi, il 10 per cento chiede di fare un giro in centro storico; scaglionati nei quattro fine settimana, fanno 800 clienti diretti ai ristoranti. Se solo avessero modo di arrivarci anche solo col tender. E poi Chioggia sfama tutte le tasche: dal ristorante di lusso alla pizzeria. Abbiamo la fortuna di avere dei canali navigabili anche di notte. I nostri clienti cercano la serenità di un ormeggio sorvegliato, e le emozioni che solo la laguna può dare. Jesolo, o Caorle possono dare le stesse emozioni, di una città in cui sia possibile spostarsi in barca la sera?» |
Ti piace questo progetto?Commenta!* campo obbligatorio
|
|
Progetto 2: Pista ippociclabile
Slow Lagoon, traccia un’ippovia di 60 chilometri che collegherà Chioggia ai Colli Euganei, attraverso la Riviera. Un progetto di valorizzazione del nostro territorio che prevede itinerari turistici in aree protette per promuovere un turismo ecosostenibile. Si chiama “Antiche terre d’acqua” ed è stato di recente presentato alla Regione Veneto e a Veneto Agricoltura, per poi concorrere per un bando europeo Gal (Gruppo di azione locale). «L’idea è di rilanciare le zone tra terraferma e laguna sud promuovendo forme alternative di turismo, diversificate e “destagionalizzate” attraverso la creazione e promozione di percorsi ippo-ciclabili, ciclo-navigabili e ciclo-pedonali». A cavallo, oppure in bici o lungo i canali navigabili in canoa o kayak, il turista avrà l’occasione di scoprire un ambiente di grande valore paesaggistico, spesso sconosciuto anche agli stessi veneziani, e conoscere così la storia e la civiltà del nostro territorio. Altri itinerari attraverseranno zone di Padova, Venezia, percorrendo l’Adige, il Brenta, il Canal di Valle e la Laguna Sud. In tutto una sessantina di chilometri già monitorati. I costi di realizzazione di questa ippovia si aggirano intorno ai 200 mila euro, manutenzione compresa. Il progetto prevede di sfruttare principalmente le “strade bianche” già esistenti, e solo dove necessario si interverrebbe con opere complementari ad hoc. In Romea, per esempio, con un passaggio sotto il ponte sull’Adige per uscire con i cavalli dalla tenuta Santa Grazia, da dove parte il percorso. Una parte dell’investimento coprirà il costo di alcune stazioni dove far sostare e abbeverare i cavalli. «Per ottenere la certificazione di ippovia – spiega Fabio Schiavuta, gestore del maneggio alla tenuta Santa Grazia – e la maggiore fruibilità possibile, si dovrà installare un’adeguata cartellonistica, e costruite dei piccoli ricoveri per garantire la protezione da sole e pioggia, con tavoli, panche e abbeverate». E saranno ovviamente coinvolte tutte le strutture private, agriturismi, bed and breakfast, ristoranti che, lungo il percorso, se vorranno aderire, si troveranno a far fronte a un investimento di base di circa cinque o seimila euro. I benefici si misureranno con una ridistribuzione delle presenze, che invece di concentrarsi tutte su Sottomarina o Isola Verde potranno diluirsi nel territorio. Se si tiene conto che in media un trekking a cavallo richiede tre giorni, e che può essere affrontato fino a ottobre inoltrato, ne gioverebbe soprattutto l’allungamento della stagionalità. La fase successiva sarà la promozione. «A coronare il progetto, la creazione del marchio “Terre d’acqua”, nel quale racchiudere le attività commerciali, agricole e d’artigianato, che speriamo possano contribuire a identificare l’area lagunare come luogo di vacanza, sì, ma anche di tradizioni e cultura». Nonostante l’ippica possa sembrare uno sport d’élite, in realtà è una pratica in espansione. «E Chioggia – sottolinea Schiavuta – si sta guadagnando da qualche anno il ruolo di tappa obbligata, grazie ai concorsi nazionali di salto con ostacoli, che hanno visto partecipare atleti di fama, come l’ex pilota di Formula 1 Riccardo Patrese. Tutto merito del particolare terreno che rende il nostro campo di gara tra i migliori del nord Italia». Insomma, a Chioggia manca solo il blasone; che il marchio “Terre d’acqua”, come progetto di rete e di marketing territoriale potrebbe dare.
|
Ti piace questo progetto?Commenta!* campo obbligatorio |
|
Slowlagoon - Tel. 347.9081812 - Email info@slowlagoon.com - Cod.fiscale MSRMNR64S29D442W |